La prima settimana di una corsa a tappe è sempre difficile da interpretare e può nascondere mille insidie, trappole e sorprese. Il Giro d’Italia quest’anno sembra molto equilibrato e questi primi 7 giorni non ci hanno detto chi porterà a casa la maglia rosa tra 15 giorni ma sicuramente ci hanno fatto capire chi può perderla, quella maglia così ambita e voluta da tanti.
Cronometro, tappe tartassate dal vento, pioggia, cadute, ventagli e tensione caratterizzano i primi giorni ed è facile abbandonare ogni speranza di vittoria ancor prima che inizi il bello, le montagne più attese e le giornate più dure.
E’ semplice anche farsi ingannare dalle prime tappe e dai segnali che i protagonisti ci lanciano direttamente dalla strada, perché in una grande corsa a tappe si fa in fretta a finire dalle stelle alle stalle, e viceversa, considerando che le giornate di gara sono ben 21 e non è semplice gestirsi lungo le tre settimane.
Ad esempio Nibali fin dal Giro del Trentino a metà Aprile e persino in questi primi
giorni di Giro non è apparso al meglio, ma lo conosciamo e sappiamo bene che potrebbe ribaltare la situazione mostrando il meglio di sé proprio a partire dalla seconda settimana. Se ha fatto bene i conti e il suo obiettivo è quello di entrare in forma al 100% negli ultimi 10 giorni, ne vedremo delle belle.
Tom Dumoulin ha già mostrato i muscoli fin da subito, tra il crono prologo che lo ha visto vestire subito la maglia rosa e il primo arrivo in salita dove ha guadagnato una manciata di secondi su parecchi rivali.
E’ un Giro che difficilmente avrà un padrone, un uomo capace di tenere la corsa sotto controllo fino alla fine. Per il momento ricorda molto l’edizione del 2012 con la sfida equilibrata tra Hesjedal, Rodriguez, De Gendt, Scarponi e Basso capaci di sfidarsi fino all’ultima tappa con una costanza impressionante.
Mikel Landa sembra meno brillante rispetto a quello fatto vedere ad Aprile, ma per lui vale lo stesso discorse di Nibali, e bisogna ricordare che ha corsa pochissimo quest’anno quindi potrebbe essere più fresco di altri.
Valverde non ha mai fatto il Giro ma quando si mette in testa un obiettivo, difficilmente sbaglia. È forse l’uomo più adatto alle prime giornate di gara dove potrebbe portare a casa una tappa e magari guadagnare secondi preziosi, anche se sarà controllato da tutti. Ha vinto una Vuelta di Spagna (ormai più di 7 anni fa) ma potrebbe saper resistere più di quanto si pensi anche sulle salite più lunghe. In fondo ha chiuso terzo all’ultimo Tour de France, solo pochi mesi fa.
Gli sfidanti sono tanti, e sicuramente anche Majka, Kruiswijk, Zakarin, Uran (teniamolo d’occhio per la lunga cronometro), Fuglsang e altri ancora, tutti preparati da mesi ad affrontare le fatiche del Giro e pronti a dar battaglia fino alla passerella finale di Torino.
Sempre che la prima settimana non si porti via i sogni di qualcuno…
Jacopo Billi
La prima settimana di una corsa a tappe è sempre difficile da interpretare e può nascondere mille insidie, trappole e sorprese. Il Giro d’Italia quest’anno sembra molto equilibrato e questi primi 7 giorni non ci hanno detto chi porterà a casa la maglia rosa tra 15 giorni ma sicuramente ci hanno fatto capire chi può perderla, quella maglia così ambita e voluta da tanti.
Cronometro, tappe tartassate dal vento, pioggia, cadute, ventagli e tensione caratterizzano i primi giorni ed è facile abbandonare ogni speranza di vittoria ancor prima che inizi il bello, le montagne più attese e le giornate più dure.
E’ semplice anche farsi ingannare dalle prime tappe e dai segnali che i protagonisti ci lanciano direttamente dalla strada, perché in una grande corsa a tappe si fa in fretta a finire dalle stelle alle stalle, e viceversa, considerando che le giornate di gara sono ben 21 e non è semplice gestirsi lungo le tre settimane.
Ad esempio Nibali fin dal Giro del Trentino a metà Aprile e persino in questi primi
giorni di Giro non è apparso al meglio, ma lo conosciamo e sappiamo bene che potrebbe ribaltare la situazione mostrando il meglio di sé proprio a partire dalla seconda settimana. Se ha fatto bene i conti e il suo obiettivo è quello di entrare in forma al 100% negli ultimi 10 giorni, ne vedremo delle belle.Ad esempio Nibali fin dal Giro del Trentino a metà Aprile e persino in questi primi
Tom Dumoulin ha già mostrato i muscoli fin da subito, tra il crono prologo che lo ha visto vestire subito la maglia rosa e il primo arrivo in salita dove ha guadagnato una manciata di secondi su parecchi rivali.
E’ un Giro che difficilmente avrà un padrone, un uomo capace di tenere la corsa sotto controllo fino alla fine. Per il momento ricorda molto l’edizione del 2012 con la sfida equilibrata tra Hesjedal, Rodriguez, De Gendt, Scarponi e Basso capaci di sfidarsi fino all’ultima tappa con una costanza impressionante.
Mikel Landa sembra meno brillante rispetto a quello fatto vedere ad Aprile, ma per lui vale lo stesso discorse di Nibali, e bisogna ricordare che ha corsa pochissimo quest’anno quindi potrebbe essere più fresco di altri.
Valverde non ha mai fatto il Giro ma quando si mette in testa un obiettivo, difficilmente sbaglia. È forse l’uomo più adatto alle prime giornate di gara dove potrebbe portare a casa una tappa e magari guadagnare secondi preziosi, anche se sarà controllato da tutti. Ha vinto una Vuelta di Spagna (ormai più di 7 anni fa) ma potrebbe saper resistere più di quanto si pensi anche sulle salite più lunghe. In fondo ha chiuso terzo all’ultimo Tour de France, solo pochi mesi fa.
Gli sfidanti sono tanti, e sicuramente anche Majka, Kruiswijk, Zakarin, Uran (teniamolo d’occhio per la lunga cronometro), Fuglsang e altri ancora, tutti preparati da mesi ad affrontare le fatiche del Giro e pronti a dar battaglia fino alla passerella finale di Torino.
Sempre che la prima settimana non si porti via i sogni di qualcuno…
Jacopo Billi
Sempre che la prima settimana non si porti via i sogni di qualcuno…
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