Visualizzazione post con etichetta Internazionali d'Italia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Internazionali d'Italia. Mostra tutti i post

lunedì 27 febbraio 2017

I MIEI 1000 GIORNI



985.
9, 8, 5: mi piace scandirli uno alla volta. 
Sono i giorni passati dall’ultima volta che ho tagliato la linea del traguardo agli Internazionali d’Italia di Mtb. Sono tanti, vero? 
Era il 22 Giugno del 2014 ed ero a Volpago del Montello. Allora non sapevo ancora che quella sarebbe stata la mia ultima volta per molto, molto tempo.

Mi ricordo ancora le difficoltà di quel giorno nonostante un’ottima gara, la terra rossa come il fuoco e l’odore dei dischi caldi. Quel giorno cercavo di filare via liscio come l'olio evitando ogni minima scossa, volevo spiccare il volo e toccare terra il meno possibile. Ora che ci penso, mi sembra ieri. 

Questi pensieri mi attraversano la mente e per un attimo mi perdo in una dimensione che non è reale. Poi sento bruciare. E' una goccia di sudore che arriva all'occhio e richiama la mia attenzione riportandomi alla realtà: sono in Sicilia, sto facendo una ripetuta, sono passati quasi 1000 giorni da quel momento e oggi c'è un bel sole caldo che mi fa sentire pieno di energie.
E' una buona cosa quando mi distraggo, perché vuol dire che sto bene, che non ho bisogno di concentrarmi troppo sui numeri che scorrono sopra al display del mio Garmin. Novembre e le sue difficoltà a mantenere il wattaggio, o semplicemente a riconoscere certe "zone" ad occhi chiusi senza il bisogno di guardare i numeri sembrano ora così distanti… Ma so che qualsiasi cifra ci sia lì sopra non sarà mai abbastanza, mai sufficiente. 
Quando ero più piccolo non avevo un contachilometri, nessun numero, nessun display da guardare, e forse era più bello. Poi con il tempo è diventata una necessità e ora non posso farne a meno se non in certi periodi dell'anno.

Mi sto allenando e ad ogni pedalata ho un flash. E' qualcosa che non riesco a controllare ma che in queste situazioni accade e basta. I secondi scorrono e ogni volta che mi alzo sui pedali vedo delle immagini. Inizio ad essere stanco ma il lavoro non è finito, quindi proseguo.
Mi viene in mente quando al prologo del Giro della Valle d'Aosta mi è caduta la catena dopo qualche centinaio di metri, io che cerco di tirarla su e Giulio Ciccone che mi passa sulla sinistra. Una scarica di rabbia mi risveglia, e poi ho un solo pensiero: sarà meglio fare un'altra ripetuta.

Il recupero tra un lavoro e l'altro sembra sempre troppo breve, eppure i numeri non sbagliano. Il timer è il mio coach e io devo fare quello che mi dice, quando me lo dice: metto il rapportone, bevo un goccio d'acqua e riparto. Sono a metà lavoro, questa volta mi viene in mente quella volta in cui mi si è incastrata una bandiera americana di alcuni tifosi distratti... Era finita dritta nel cambio nel bel mezzo di una gara di Xc, e mi sono dovuto fermare per toglierla. Questo mi da nuova forza, sono stanco ma dai che anche questa la finisco. E poi ne faccio un'altra.

Scuoto un po' le gambe e quando riparto i primi metri sono i peggiori perché i muscoli devono riabituarsi alla fatica. La miglior tecnica per affrontare questo problema secondo me è partire forte e sopportare. Che poi alla fine forse non è neanche una tecnica, ma è la miglior opzione che hai in questi casi. Ad ogni modo chiudo gli occhi e poco dopo passa. Sto faticando davvero e ripenso alla Cirié-Pian della Mussa del 2016, quando ho chiuso ottavo e un mio compagno ha vinto ma è stato quasi come se avessi vinto io. Ad un tratto una goccia di sudore mi tocca le labbra e il sapore salato richiama la mia attenzione: pochi secondi e ho finito anche questa ripetuta. Forza...

Sto pedalando da qualche ora, sento le gambe stanche ma ancora capaci di dare qualcosa. Scendo, recupero, mangio una barretta, bevo dell'acqua, apro leggermente la zip della maglietta. Poi riparto.
Ripenso alle gare perse per una sciocchezza, che si tratti di mtb o di strada è indifferente, a quelle spazzate via per una stupida caduta o per un errore mio. Vedo davanti a me il traguardo ma c'è già qualcuno che lo passa anticipandomi di qualche metro, a braccia alzate. Vorrei essere io e invece anche domani sarò qui, su questa salita, su questa bici, a spremermi fino all’ultima goccia per essere in questo stesso posto ma qualche metro più avanti.

E' la stessa cosa che mi succede adesso, a pochi giorni dal ritorno alla mtb. L'inverno è stato lungo e di fatica ne ho fatta tanta. Non è stato facile stare fermo 40 giorni dopo la frattura al bacino e poi ripartire da zero sentendo il sangue in gola ad ogni uscita. 
Ricordo che nella prima uscita fuoristrada in compagnia dei miei amici Matty, Matte, Marty e Gio sono caduto 3 volte per seguire "Ken" (Matte) in discesa, ero completamente in balia della bici ed è stata dura. Ma anche grazie al loro aiuto sono migliorato e, anche se ora non riesco a dire a che punto io sia, mi sento maturato nonostante ci siano tanti aspetti su cui lavorare. 
Dopo la piccola vittoria nella Xco di ieri in Sicilia ho tanta voglia di iniziare una lunga stagione. Ho passato un mese fantastico ad allenarmi in una regione che non conoscevo e che ci ha accolti come fratelli...
Sono passate appena 24 ore ma l'unica cosa a cui riesco a pensare è attaccare il numero e tornare in griglia. 

Di acqua sotto i ponti ne è passata… Anzi, direi fiumi in piena e forti piogge che a volte mi hanno fatto riflettere molto su quale strada fosse giusto percorrere, i miei amici e la mia famiglia lo sanno bene. 
985 giorni dopo, a Verona, io ci sarò… Comunque vada. 

Jacky

lunedì 23 giugno 2014

MECCANISMO CHE FUNZIONA



Quando ti alzi lunedì mattina ci sono pochi secondi in cui non ripensi ancora al giorno prima, resti lì con la mente libera, leggera.

Poi quella calma viene interrotta ed ecco che arriva, come un flash, il ricordo del giorno prima e in un secondo arriva tutta la fatica di un Internazionale d'Italia.
Non avevo mai corso a Volpago e devo dire che sono rimasto colpito dalla professionalità degli organizzatori che hanno dato vita ad una struttura pazzesca, degna delle gare migliori. Una zona di arrivo spettacolare e un percorso a mio avviso tra i migliori in Italia (insieme a Montichiari e Nalles), bello, tecnico e moderno. Un'infinità di strappi che uno dopo l'altro massacravano i muscoli e un giro che non finiva mai (i migliori giravano sui 17 minuti).
Dopo la batosta di Vermiglio da cui sono uscito con le ossa rotte speravo di rifarmi e di chiudere così un cerchio iniziato a Marzo (con Maser), ma ci credevo poco vista la stanchezza dell'ultimo periodo e

lunedì 16 giugno 2014

CROLLARE E COMBATTERE



VERMIGLIO,
brutti ricordi (2011-2013) e altri decisamente più belli (2012). Quella pianura che proprio non digerisco e quella salita durissima che invece mi piace, poi la discesa "bastarda" e infine gli strappi in erba che portano all'arrivo. Semplice, corto, cattivo.

Weekend passato in compagnia degli amici e degli avversari di sempre: i Bonetto, i ragazzi del "Lago Maggiore" e del Courmayeur, i fratelli Caneva (dei quali uscirà presto un'intervista doppia) e il miglior tifoso della Val di Sole PP Polla.
Pioggia, sole e nuvole per tutto il fine settimana ci hanno tenuto compagnia rendendo il percorso davvero tosto...
La gara inizia male, subito dopo lo start io e Olivotto ci tocchiamo e perdo

lunedì 19 maggio 2014

PROVARCI E RIUSCIRCI


Provarci e riuscirci.
Due parole che hanno un significato molto diverso. Uno spazio immenso le divide, così come succede nella vita. Provi a far quadrare le cose anche quando tutto sembra andare storto, a volte ci riesci, a volte no. C'è molta differenza tra provare a fare qualcosa e riuscirci.

Il weekend di Chies d'Alpago ne è stata la prova, nell'avvicinamento a questo appuntamento ho avuto 2 settimane difficili con gambe sempre stanche, tutti i giorni. Ho lavorato molto (come tutti, d'altronde) e ho creduto fino in fondo a quello che stavo facendo, provando tutti i giorni a far quadrare le cose.
E ho avuto l'ennesima conferma di quanto paghi lavorare bene e crederci fino alla fine.
Non è mai facile arrivare a ridosso di una gara così importante sapendo di non essere

martedì 8 aprile 2014

SETTE


Dopo la gara di Montichiari ho recuperato bene e ho cercato di passare una settimana tranquilla nella speranza di arrivare a Nalles con la stessa forma.
Nelle scorse stagioni questa è sempre stata la prima vera prova Internazionale in Italia, ma quest'anno tutto è andato più veloce e ci siamo ritrovati a correre qui con 2 gare del calibro di Maser e Montichiari già alle spalle. Difficile combattere con tutta la tensione che cresceva ora dopo ora,  perché Nalles ha la fama di essere davvero una gara bastarda, insidiosa.
Partito prestissimo sabato mattina sono arrivato sul percorso verso l'ora di pranzo, ho provato (con tanto di scivolata) e poi mi sono goduto il pomeriggio guardando

lunedì 31 marzo 2014

CRESCIUTI INSIEME


Ricordo ancora la prima volta a Montichiari, 9 anni fa.
Il navigatore segnava ormai 3 km alla destinazione ma guardandomi intorno e vedendo solo pianura iniziai a farmi mille domande, tra cui: dov'è la salita? 
Poi se si fa attenzione, dalla foschia della pianura si riesce ad intravedere una piccola collinetta ed è lì che inizia a salirti dentro una sensazione di sollievo. Se poi hai ancora qualche dubbio non ti resta che entrare nel percorso e provarlo per capire che qui amano fare le cose in grande e più che tutto amano farle bene.
Sono nove anni che arrivo a Montichiari e ogni volta ha un sapore diverso, questa è una gara che sa stupire perché riesce a mantenere lo stesso fascino pur cambiando qualcosa ogni anno.
Lo sappiamo bene noi ragazzi che qui corriamo ormai da tanti anni e che possiamo dire di essere cresciuti insieme a questo

martedì 18 marzo 2014

CARTE SCOPERTE


 La prima prova degli Internazionali d'Italia è sempre preceduta da una grande attesa, per vari motivi.
Tutti hanno voglia di portare a casa una delle 3 ambite maglie di leader del circuito.
Bianco, blu, rosso.
Tre colori importanti per tre categorie diverse: Junior, Under, Elite.
Quando sei in griglia puoi leggere sul volto di ogni tuo singolo avversario la voglia di prendere una di quelle tre maglie. Ma alla fine solo uno avrà l'occasione di tenersi quella maglia e di appenderla in camera, come si fa solo con i trofei più belli.
Sicuramente per qualcuno è un obiettivo chiaro, definito e raggiungibile mentre per altri è una

martedì 11 giugno 2013

30 SECONDI



Ciao ragazzi,
finalmente la scuola è finita (anche se manca ancora l'esame) e ho più tempo per fare meglio le cose e per concentrare tutte le energie sulle gare. Quello appena trascorso a Vermiglio per l'ultima prova degli Internazionali d'Italia è stato un weekend lungo e dispendioso, sia per la gara che per il viaggio. Dopo il 5° posto di Lugagnano mi aspettavo di fare una bella prova sul percorso che lo scorso anno mi ha regalato la terza posizione sia nella gara, sia nella classifica finale del circuito, ed ero sicuro che mi sarei divertito correndo come sto facendo ultimamente, cercando di fare esperienza e crescendo domenica dopo domenica.

La lista partenti era spaventosa con nomi importanti di vari vincitori di world cup e gare internazionali (Fontana, McConnel, Mantecon, Martinez e molti altri), insomma c'era da divertirsi...
Il sabato è andato tutto secondo il programma: prova del percorso (cambiato di poco rispetto allo scorso anno e secondo me più bello), come da routine vari scambi di opinione sul tracciato, sulla pressione gomme e sulla condizione fisica, poi via in Hotel per una doccia, una bella cena con gli amici del Courmayeur e infine tutti a dormire con il colpo in canna per il giorno dopo.
Siamo stati graziati dal meteo che ci ha tutto sommato riservato una giornata sì fredda e nuvolosa ma decisamente accettabile rispetto a quello che dicevano le previsioni, cioè temporali e pioggia a volontà.
Dopo essermi gustato le gare dei giovani tornando per un attimo indietro ai mitici tempi della Coppa Italia, ho iniziato a pensare alla mia gara, infatti lo start era alle 14.30 e ci aspettavano 7 giri di vera battaglia su un terreno umido ma comunque molto veloce. Nel primo giro ci ritroviamo sulla prima salita praticamente tutti a piedi e c'è un "traffico" spaventoso, specialmente in cima allo strappo dove c'è una strettoia in cui si passa uno per volta. Per farvi capire meglio, pensate che quando mi ritrovo fermo in quel punto a fianco di Alberto Rossi ho tempo per scambiare due battute con lui chiedendogli: "ci prendiamo un caffè?", e intanto i primi se ne vanno... Ma la storia è uguale per tutti quindi basta mettersi il cuore in pace. Poi dal secondo giro in poi la questione si fa seria e allora li sì che puoi contare solo sulle tue gambe, e puoi stare certo che buona parte dei minuti che ti prendi all'arrivo te li meriti tutti, non ci sono scuse. Così inizio a prendere un buon ritmo cercando di rimontare visto che al primo passaggio ero decisamente troppo indietro (credo intorno alla 50° piazza), recupero qualcosa ma le gambe non sono quelle che vorrei e fatico parecchio a tenere le ruote degli altri in pianura. Comunque risalgo fino alla 35° posizione circa sapendo di non essere troppo lontano da un gruppetto di Under 23. A metà gara supero Anton Cooper, decisamente in "giornata no", poi raggiungo e stacco Swenson, anche lui sottotono. Inizio anche a pensare di riuscire a finire la gara a pieni giri nonostante ci sia la regola dell'80%, così inizio il 6° giro e ci metto l'anima, ma nella discesa più tecnica buco la ruota posteriore... Fortuna che l'area tecnica non era troppo lontana, così cambio la ruota con un pit stop da manuale per cui ringrazio il papà di Davide Pinato, riparto e chiudo con sei giri in 39° posizione assoluta e 18° under 23.

Un po' di amarezza, sia per le gambe che proprio non c'erano, sia per quella foratura nel finale, senza la quale probabilmente avrei finito a pieni giri, ma è andata così. A volte bastano pochi secondi per cambiare molte cose, magari anche il corso di una gara, a me questa volta sono mancati 30 secondi, mezzo minuto che cercherò di non perdere la prossima volta, perché in fondo è questo che conta, non cadere nello stesso errore. O sbaglio? Saluti,

Jack

lunedì 3 giugno 2013

UN ANNO DOPO




Quasi un anno fa mi trovavo qui in casa a buttar giù due righe sui Campionati Italiani di Lugagnano, e di cose da scrivere ce n'erano davvero tante. Mi ricordo che avevo la pelle bruciata dal sole che durante la gara ci aveva cucinato per bene, avevo un gran mal di gambe, un pollice lussato, qualche graffio qua e la, ma alla fine mi ero portato a casa un 5° posto.
Oggi ci sono due cose in comune con quel lunedì di circa un anno fa: la pelle bruciata e soprattutto la 5° piazza.
Dopo aver saltato gli appuntamenti internazionali di Chies d'Alpago e Gorizia sono tornato a correre una gara di un certo spessore come questa, anche se non sapevo di preciso a che punto fossi con la condizione rispetto ai miei avversari.
La trasferta di Lugagnano è stata davvero intensa, quasi come una gara, sempre a tutta: le staffette del sabato, le maglie tricolore, le gare dei Master, un percorso da cardiopalma e una mega festa come il Fuffenaffen (a cui purtroppo non ho partecipato)...
L'atmosfera era carica di adrenalina ed era da un po' che non si vedeva una zona di arrivo così bella e così ben organizzata, tanto che per certi aspetti ricordava una gara di Coppa del mondo. Quando sono arrivato  avevo voglia di buttarmi nella mischia e provare il percorso che mi ricordavo ancora nel dettaglio, così ho fatto due giri studiando bene ogni curva senza nessuna distrazione e più che tutto senza fare errori stupidi come lo scorso anno. Quindi ho provato la "sassaia" 3 volte e sono tornato al camper. Caspita, è ancora più duro dello scorso anno, non lascia davvero fiato. Girare di nuovo su quella collina è stato bello, mi passavano per la testa tante immagini e tanti ricordi, per la maggioranza belli. Era tutto pronto per una delle gare più belle dell'anno.

Domenica c'era un sole splendente e il caldo si faceva sentire ancora prima della gara, così mi sono gustato la gara degli Junior e delle donne guardando il capolavoro di Gio che ha vinto con classe come sa fare lui davanti ad un grande Barri. Poche ore dopo però toccava a me. In griglia (come sempre in queste gare) i migliori atleti italiani e anche diversi stranieri, sette giri da fare e adrenalina a 1000. Sulla schiena ho il numero 47, parto piuttosto male ma so che la gara è lunga e che con un caldo così sarà un'odissea.
Proprio il caldo si fa sentire e in certi tratti sembra quasi che manchi l'ossigeno, la pelle scotta e il terreno chiaro non fa che aumentare la sensazione di calore che ci avvolge. Ma a me piace. Bevo e mi bagno, ogni folata di vento è uno stimolo a non mollare, inizio a prendere un buon ritmo solo dalla seconda tornata in poi e mi accorgo di giare più o meno tutti i giri sugli stessi tempi, così km dopo km passo diversa gente e nel quinto giro prendo ancora 3 under che mi erano davanti. Peccato per la regola dell'80% che mi costringe a non finire la gara a pieni giri, questa volta è stato Fonzie ad essere troppo veloce.
Quando ho la conferma di aver finito la gara in 5° posizione di categoria e 25° assoluto capisco di aver fatto davvero una buona gara e di aver centrato uno degli obiettivi stagionali. In un attimo mi sono sentito ripagato per la fatica (tanta) che sto facendo e che ho fatto.


Il weekend a Lugagnano è stato praticamente perfetto per me e sono riuscito a prendere quest'anno quello che lo scorso anno non ero riuscito ad ottenere qui. Questo risultato pero' non è solo merito mio, c'è un lavoro di "squadra" dietro che non si vede ma che è molto importante, per questo voglio ringraziare alcune persone: i miei genitori in primis, per il supporto impeccabile prima, durante e dopo la gara; il mio meccanico Milan per avermi preparato una bici perfetta per l'occasione; gli amici che mi hanno tifato lungo il percorso; Matteo Berta che mi ha dato consigli utili e che mi ha aiutato a pensare solo a fare la mia gara. Grazie.
Adesso che la forma è buona vado a Vermiglio motivato ma consapevole che non sarà facile ripetersi, per questo voglio continuare a divertirmi senza pensare troppo al risultato. Intanto mi godo questi giorni di relax e di bici prima del passo più importante, la maturità. Saluti,

Jack

martedì 30 aprile 2013

NEVER STOP


Anche quest'anno la gara di Montichiari è stata una grande festa. Si, perché è una di quelle prove che aspetti da un anno intero, ed è una vera gara di Cross Country dove se non sei preparato non raccogli nulla.
In più al sabato non finiva più di piovere , mentre io ero nel camper con Mattia Penna ad aspettare che smettesse... Invece non ha smesso, ma la mtb è anche questo, è soprattutto questo.
È una delle mie preferite, paragonabile a Nalles o alla Roc d'Azur (non per il percorso ma per lo spirito), e nonostante ogni anno io arrivi a questo appuntamento pronto a correre su un tracciato così duro non riesco mai a raggiungere ciò che voglio. Faccio un esempio: lo scorso anno, da Junior, ho fatto tutta la gara in terza e quarta posizione cercando di riprendere (insieme al mio amico Repetti) i due fenomeni davanti (Belty e Gio) ma proprio nel finale, all'ultimo giro, mi hanno superato in 3 e ho chiuso al sesto posto, fuori dal podio. Per quanto riguarda gli anni precedenti non sono mai andato male (a parte l'anno in cui mi ritrovarono sdraiato in mezzo al bosco vuoto di energie a 1 km dalla fine) ma mai come avrei davvero voluto.
Quest'anno sembrava essere tutto perfetto, le sensazioni erano molto buone sia in prova che durante il riscaldamento.
Certo, al primo anno tra gli Under non si può fare molto, ma il mio obiettivo era di migliorare il risultato di Nalles magari entrando nei primi 15 della mia categoria.
Dopo una partenza davvero pessima ho iniziato a prendere il mio ritmo ma nel primo giro, quando sono arrivato al Rocky Garden, ho sbagliato traiettoria e sono volato a terra come un pollo, anche se molti altri (forse più furbi) sono scesi a piedi dal momento che le pietre erano ricoperte di fango e si rischiava abbastanza. Mi rialzo e non ci penso, una caduta ci può stare e in fondo non ho perso quasi nulla, ma poco dopo in un'altra discesa (che era davvero scavata e resa bastarda dal fango) scivolo altre 2 volte. Non riesco a guidare, non sono concentrato, ho fretta di recuperare e proprio per questo faccio un errore dopo l'altro, iniziano a passarmi a destra e a sinistra, entro in crisi e fatico.
Per un solo secondo mi è passata per la testa l'idea di fermarmi, di girare la bici e di finirla li.
Poi ne sono venuto fuori con la testa, mentre continuavo a spingere ho iniziato a pensare ai motivi per cui non dovevo fermarmi. Pensavo ai miei genitori, che avevano viaggiato ore per portarmi fin li, per vedermi fare qualcosa di bello e non per vedermi fermo dopo appena un giro. Pensavo ai punti che avrei buttato via, alle ore di allenamento che avevo fatto. Ma più che tutto pensavo alla Coppa del mondo della Val d'Isère corsa lo scorso anno, quando dopo aver bucato ed essere caduto decisi di fermarmi. Non potevo sopportare di rifarlo in una gara come Montichiari, così ho svuotato la mente e ho pensato ai 5 giri che mancavano in cui poteva succedere ancora di tutto. Infatti ho iniziato a pedalare bene, non sono più caduto (anche se ho preso dei bei rischi) e pian piano ho recuperato su quelli davanti iniziando anche a divertirmi. Alla fine dei sei giri chiudo la gara a pieni giri, 13esimo Under 23 e 35esimo assoluto. Passo la linea del traguardo, sono esausto, so di aver fatto un bel finale di gara. Mi guardo intorno ma l'attenzione della gente è giustamente rivolta a Fumic, Cooper e Martinez (i primi tre) che sono ormai arrivati da diversi minuti. Mi volto indietro, vedo altri atleti che arrivano, guardo la linea bianca per terra che significa fine e inizio a chiedermi cosa mi fosse passato per la testa in quel solo secondo. Un secondo di pura pazzia.       Mai fermarsi.

Jack

lunedì 15 aprile 2013

UGUALE MA DIVERSO


Questa volta il titolo dice tutto.
Già, perché in fin dei conti il weekend appena trascorso a Nalles per la prima prova degli Internazionali d'Italia non è stato poi così diverso dallo scorso anno. Quando arrivi in quel piccolo paese ogni anno c'è un'atmosfera particolare a fare da contorno alla gara e proprio in quel paesino che a primo impatto non ha nulla più degli altri trovi centinaia di bikers che riescono ad accendere quelle 4 vie e a far diventare tutto più bello, tutto più Rock.
Molte cose erano uguali quest'anno e ve ne dico alcune.
Uguale il percorso, durissimo e tecnico, capace di fare una selezione incredibile e di esaltare le qualità dei migliori bikers.
Uguale lo storico tornante in discesa, che ogni anno è più scavato e che ormai è il punto più spettacolare della gara.
Uguale anche la gente che c'era a fare il tifo a bordo strada (tantissima) e la marea di Campioni che sono sfidati.
Ma più che tutto uguale la fatica che si fa sul percorso, provato come ogni anno al sabato sera, che ti prosciuga le energie giro dopo giro ma che ti fa divertire e ti fa capire cosa significhi davvero fare Cross Country.
Già, tante cose uguali, profumi, persone, colori, sfide, ma anche tante cose diverse.
Prima di tutto la sensazione provata appena finita la gara, tutta un'altra storia rispetto allo scorso anno quando una volta tagliato il traguardo mi sono sentito sommerso da un'ondata di emozione mista a felicità per quello che avevo fatto. Quest'anno è stato diverso, con la regola dell'80% sono stato fermato (come molti altri) prima della fine, dopo 5 giri in cui ho dato l'anima come sempre ma questa volta non è bastato. Manuel Fumic (primo) è stato ancora una volta troppo veloce e io troppo lento, nonostante questo non sono deluso del risultato (18esimo tra gli Under 23 e 47esimo assoluto su 93 partenti), perché sono consapevole di aver fatto una buona prova e so di poter dare molto di più, quando le gambe gireranno come si deve. 
Diverso è stato anche l'approccio alla gara, lo scorso anno partivo per cercare il podio e quest'anno per... Dare il massimo. Per niente diverso invece è stato il divertimento, anche quest'anno è stato interessante sfidarmi con tanti avversari, in particolare con Mayer, un austriaco con cui gia lo scorso anno a Nalles avevo avuto modo di battermi fino alla fine.
Sono sicuro che questo sia lo spirito giusto, che questa sia la strada da percorrere.
Infine voglio ringraziare particolarmente alcune persone che anche quest'anno mi hanno supportato alla grande, mi riferisco ai miei genitori che come sempre hanno fatto un lavoro perfetto durante i 2 giorni di trasferta. Ringrazio anche mio fratello, Matte, Marty, i ragazzi della Silmax, gli amici della Canavese mtb e del Courmayeur ma anche tutti quelli che erano sul percorso a rendere questa gara Rock come sempre, grazie davvero. E infine grazie a mio zio Alberto che anche da casa mi segue e mi supporta tutte le domeniche spingendomi a non mollare mai.
Adesso ho due settimane per preparare al meglio l'appuntamento di Montichiari lavorando duramente per raccogliere qualcosa di buono.
Non vedo l'ora, ciao ragas.

Jack

domenica 3 giugno 2012

FAST AGAIN.

Dopo lo zero assoluto di domenica scorsa ci voleva, io e la mia Flash siamo tornati ad essere veloci, di nuovo. Mi era rimasta nelle gambe l'incazzature per una bella gara buttata via, così senza pensarci troppo mi sono allenato al meglio e ho pensato per 5 giorni solo alla gara di Vermiglio, con l'unico obiettivo di centrare la top 5 e di chiudere così in gran bellezza gli Internazionali d'Italia. E' andata anche meglio, visto che ho chiuso terzo dopo una gara combattutissima dove anche i due fenomeni (Giò e Belty) non hanno avuto vita facile e stavolta la gara si è decisa all'ultimo, emozionante giro. Per fortuna il percorso quest'anno non aveva più tutto il piattone che io con i miei 60 kg pagavamo a caro prezzo (ad esempio lo scorso anno, ritirato dopo 3 giri). Già prima della gara sentivo ottime sensazioni e poi avevo ancora il colpo in canna da domenica ed ero pronto a spararlo. In salita riesco a stare sempre con i primi, fino a quando nel penultimo giro mi cade la catena (e per un attimo mi è sembrato tutto finito), ma poi riesco a tirarla su in pochi secondi e riparto recuperando dal 7° al 3° posto, di nuovo a ruota dei primi. A quel punto la tensione era altissima e mi sembrava impossibile essere li a giocarmi il podio, e quando hanno forzato ancora il ritmo sono riuscito a restare lì con loro (anche se lo ammetto, sbandavo e non ero più lucido), ma avrei dato l'anima pur di restare li. In discesa Bertolini ha fatto il vuoto (tanto per cambiare) giocandosi tanti bei Jolly ma riuscendo comunque a prendersi una vittoria che secondo me era sua fin dalla partenza. Belty finisce secondo e riesce a portarsi a casa la classifica finale degli Internazionali (grande...) e io chiudo terzo a 20 secondi dal primo e a 10 dal secondo (miglior prestazione stagionale per quanto riguarda i distacchi). Un gran bel podio insomma e un altro obiettivo raggiunto, quello di chiudere la generale nei primi tre posti, posso davvero ritenermi soddisfatto visto che il lavoro fatto fino ad ora sta dando i suoi frutti. Senza l'energia della gente che c'era ieri a tifarci noi atleti non siamo niente, quindi vi ringrazio tutti: Polla (mio grande amico) che si sentiva per tutta la Val di Sole visto che "sgasava" con una motosega portata apposta per tifare (non sto scherzando!!), tutte le mamme, i papà, gli amici (Matteo Berta e il Team Dytech), i miei compagni della Silmax Cannondale Gioele e Fabio ma anche gli Under che hanno corso poi poco dopo, GRAZIE.
Adesso mi aspetta un periodo easy con poche gare dove tirerò un pò il fiato per preparare il mio sesto campionato Italiano di Lugagnano, Big Event... 
See you. 

Jack


lunedì 7 maggio 2012

7°: SFIDA ALLA SORTE.

Si sa che Aprile e Maggio sono mesi ricchi di gare e infatti nelle ultime due settimane ne ho corse ben 4. Ieri ero a Chies d'Alpago per la #3 degli Internazionale d'Italia e ho corso una gara dura per il fango e per la tanta salita che c'era. Già al sabato pioveva parecchio e le gare dei master e dei più giovani hanno reso il percorso scavato nel fango, ma quel fango che si attacca e che pesa, classico di quando parti con una bici che pesa nove kg e arrivi con un "cancello" di 12 kg. La mia Flash comunque filava bella pulita in mezzo a tutto quel fangaccio anche se nell'ultimo giro anche lei si è dovuta un pò arrendere. Il percorso mi piaceva abbastanza, molto old style e per la gara ho montato i Maxxis Medusa che filavano da Dio e tenevano sia in salita che in discesa. Ma queste gare sono sempre un'incognita, arriva bene chi si sa gestire senza rompere nulla, forare o cadere, la SORTE fa la sua parte, e si sa a noi biker piace sfidarla. La partenza (sotto la pioggia) è stata a fuoco, come sempre ormai, e dopo l'asfalto ero quarto o quinto (non ricordo bene perchè avevo già il fango negli occhi), ma poi il ritmo è stato forzato dai "soliti noti" e ho perso qualche posizione. C'era tanta tensione nell'aria prima della gara e mentre ero in griglia pensavo che il livello ormai si è alzato moltissimo, sono tanti quelli che viaggiano forte ed è sempre più dura stare davanti. Meglio così, più spettacolo per tutti. Tornando alla gara, nella seconda tornata è sbucato un francese (Portal) che in salita viaggiava forte e sono rimasto dietro di lui in settima posizione fino alla fine. Divertente guidare la bici in queste condizioni ma speriamo che le prossime gare siano un pò più asciutte. Ho chiuso settimo, sfinito e sporco di fango. Ma la mtb è anche questa e una gara così ogni tanto ci vuole. Mi aspettavo qualcosa di più e sono un pò dispiaciuto per la Top Five mancata, mi manca sempre quel qualcosa per essere quelle due posizioni più avanti che ti cambiano la giornata e l'umore.  Intanto però mi godo il 3° posto nella classifica generale quando manca una sola prova alla fine. Importante stare concentrati ora più che mai. Vi aggiornerò come sempre dei prossimi avvenimenti e intanto ringrazio tutti voi per il sostegno e ancora di più quelli che mi seguono QUI, in un semplice spazio dedicato al nostro sport, che è una figata.
Qui qualche foto... 

Jack




  

lunedì 23 aprile 2012

LA STRADA È QUELLA GIUSTA.

Cari amici, anche la seconda prova degli Internazionali d'Italia è stata archiviata. Un sesto posto che per me conta molto, in una delle gare Monumento nella città di Montichiari, dove ho corso per la settima volta (tra Coppe Italia, Internazionale e altre manifestazioni). Il percorso già mi piaceva e quest'anno era davvero selettivo, con tanto di Rocky Garden e strappi che dopo 4 giri facevano davvero male. Dopo un'ottima partenza riesco a stare nelle posizioni di testa con le gambe che girano come si deve (finalmente) e solo un Gioele Bertolini (super) e uno Schmid che sembrava quello di Nalles riescono ad andare via, con una potenza incredibile. Poco male, rimango per 3 giri in terza e quarta posizione, sicuro di raccogliere qualcosa di buono in una gara che mi ha sempre riservato belle cose, ma... Nel quarto e ultimo giro rientrano Rossi e Barri, mi aggrego, stringo i denti, non mollo e li tengo in salita e in discesa, ma che ritmo... Penso che quello di ieri sia stato l'ultimo giro fatto più "a manetta" nelle mie ultime 50 gare, pazzesco, nessuno mollava un metro e sull'ultimo strappetto di 100 metri ho dovuto dire addio al secondo podio Internazionale, accontentandomi del 6° posto subito a ruota di Rossi, imprendibile nel finale. La gara comunque è stata davvero fighissima ieri, tirata e indecisa fino all'ultimo giro sia per il 1° che per il 3° posto.
Ho notato che mi è mancato un pò il ritmo nell'ultimo quarto d'ora di gara (un pò come a Nalles) e quindi cercherò di migliorare su questo aspetto, ma come dice il titolo LA STRADA E' QUELLA GIUSTA. Ora sono 4° nella generale e mancano due prove alla fine, ma ormai le posizioni si decidono per pochissimi punti ed è facile perdere tutto quello fatto fino ad ora. Comunque io proporrei (sono sicuro che molti di voi saranno d'accordo con me) di introdurre più spesso questa novità delle "ombrelline stile Moto Gp" in griglia , davvero divertente anche se un pò troppo... Distraente. Adesso si corre in Lombardia mercoledì (forse) e poi tra due settimane a Chies d'Alpago.

Jack

Vai con qualche bella foto:







lunedì 2 aprile 2012

MAGIC NALLES.

Cari amici, la settimana che precedeva la prova di Bolzano non è stata delle migliori, con una caduta in allenamento al giovedì e il morale non proprio altissimo... Ma il nostro Sport è così, imprevedibile. Ti sa regalare felicità e nuove emozioni quando meno te lo aspetti. Io non mi aspettavo troppo da me stesso, anche se sapevo di avere una buona condizione. Il percorso di Nalles lo conosco bene (dopo 5 anni che ci corro) e ormai è una leggenda, salita lunga iniziale e poi discesa veloce nel bosco che riporta all'arrivo (una figata PAZZESCA). Dopo lo sparo, in cima al lancio sono 4° e perdo qualche posizione per il ritmo che è davvero forsennato, ma chiudo il primo giro con i primi, a parte Belty (Schmid) che va come un razzo ed è già primo... Chapeau.
6 giri su questo percorso ti logorano le gambe e la testa e bisogna davvero centellinare le energie. Nel 4° e 5° giro riesco a prendere la seconda posizione con due giri fatti quasi in apnea, sia in salita che in discesa, ma proprio alla fine del 5° giro (su sei totali) rischio grosso di cadere e ho qualche problema con la catena... Rientrano 4 avversari, tra cui il campione austriaco Mayer e un ragazzo della Repubblica Ceca (davvero forte). Nell'ultimo giro mi gioco tutto aprendo il gas più che posso, ma tenere le ruote di Rossi e Stosèk è davvero dura, mentre l'austriaco va alla deriva. Chiudo quindi 4°, finalmente davvero felice per me stesso, per la mia squadra e per la mia famiglia. Un'altra cosa positiva sono i punti che ho preso, che mi faranno partire avanti nelle prossime gare... La nota negativa del weekend è stata invece l'organizzazione: tra persone che si improvvisano "finti giudici" e che in griglia dicono 6 giri in programma e altri che parlano invece di 5 giri... ma anche il giro di lancio, che viene deciso a 2 minuti dalla partenza (SCANDALOSO). Giudici, parlatevi prima della gara... Comunque la gara di Nalles ha sempre un grande fascino e richiama ogni anno un mucchio di gente, rendendo la gara una vera "Internazionale d'Italia", che per ora vede la maglia di leader (meritatissima) sulle spalle di Schmid, ma... To Be Continued... 
Ora ancora sotto con gli allenamenti e poi le vacanze di pasqua per riposare un pò, ma... Next Race ------> Montichiari.

Intanto ringrazio voi tifosi, che siete la vera energia, GRAZIE.  (eravate tantissimi)

Jack

QUI qualche bella foto: